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ARGOMENTO: La decrescita felice... quanta decrescita? E quanto felice?

La decrescita felice... quanta decrescita? E quanto felice? 16/12/2018 09:12 #125338

  • Boletus Satanas
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In questi giorni in altro topic si é discusso su inquinamento, società moderna e consumismo...
Ogni mattina, al lavoro, mi piace discutere con un collega, poco più che ventenne e 4 di nove figli, che proviene da un paesino di montagna e ogni giorno si sveglia alle 5 del mattino per presentarsi sul posto di lavoro alle 8.
Discutiamo per lo più della sua vita, o meglio del suo stile di vita: dopo la sveglia, colazione veloce, scappa in cascina a pochi km da casa sua, per accudire degli animali (conigli, germani, faraone, oche), dopodiché si dedica all'orto, che produce tutto l'anno perché ci ha costruito una piccola serra), poi torna a casa e si prepara per il lavoro.
Alla domanda " ma chi te lo fa fare di alzarti alle 5?" Mi risponde sempre " e a te chi te lo fa fare di timbrare il cartellino tutti i giorni alle 7:58? Io sono qui solo perché con i pochi animali che vendo ai vicini ancora non mi posso permettere di stare a casa, ma appena raggiungerò l'equilibrio tra spese e ricavi dal mio orto e dai miei animali, qua non mi vedrai più di sicuro..."
E non vi nascondo che questa cosa mi affascina non poco... sudare, fare sacrifici per un proprio tornaconto personale, essere pressoché indipendenti dalla società odierna, dimenticarsi dei surplus che oggi ci propinano come beni essenziali, per me é una cosa che non solo mi darebbe enorme soddisfazione, ma dovrebbe essere la normale direzione che la vita di ognuno dovrebbe prendere.
D'altronde non più indietro di due generazioni era il modello della stragrande maggioranza delle famiglie italiane, ricordo ancora il cortile di mio nonno pieno di galline e le gabbie dei conigli che in continuazione sfornavano nidiata, mi ricordo quei 40 mq di orto che ora sono diventati un giardino, sempre verdi e rossi e colorati di pomodori, zucchine, melanzane ed insalata, e mi vengono quasi gli occhi lucidi e mi viene voglia di scappare... ma so che non sarei ancora in grado di reggere un distacco totale dal modernismo (il fatto che sia qua a scrivere ne é una conferma).
E voi, che ne pensate?
Cosa vi é davvero necessario per vivere una vita felice (materialmente parlando)?
Vi sentite bene nel mondo in cui camminate?
Sono curioso, sinceramente curioso...
Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire, né peggior astemio di chi non vuol bere!
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La decrescita felice... quanta decrescita? E quanto felice? 16/12/2018 10:22 #125339

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Bel topic Oscar :grazie: Sono tre anni che ho incominciato a fare orto nel mio giardino , ho ancora tutt'ora insalata e un bel po di verze che mangerò a Gennaio per fare la cazzuola ! Incomincio a marzo girando la terra e mischiando ad essa letame animale e coltivo un po di tutto ! Tanti me lo guardano , me lo invidiano e mi sento dire anch'io '' Chi te lo fa fare , non conviene '' ma io rispondo '' Mangio roba naturale e senza antiparassitari '', ne metto solo sui pomodori ''Verde rame'' ! Tante volte ci penso , di questo passo dove andremmo a finire e cosa mangeremo per pigrizia ?
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La decrescita felice... quanta decrescita? E quanto felice? 16/12/2018 11:55 #125340

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Ciao Bruno, guarda, il mio discorso non si vuole fermare al cibo, su cui comunque ci sarebbero da scrivere libri...
Io intendo: siamo così sicuri che avere l'ultimo modello di cellulare, prendere la paga ogni 10 del mese, fare straordinari per guadagnare di più, fare la coda al centro commerciale, poter accendere le luci di casa solo con un comando vocale ci renda felici?
Sono davvero queste le cose che contano?
O forse il saper farcela da solo, e vivere di quello che si crea e si produce, scambiato per avere ciò che non si riesce ancora a produrre, come si faceva una volta (mi ricordo ancora i baratti tra uova e farina, o burro e olio, che faceva mio nonno con mio zio che sollevava mucche) può bastare ad avere un'esistenza dignitosa e addirittura felice?
Io ci penso da qualche anno, sono alla ricerca di un luogo dove poter esprimere questo mio desiderio, ahimè le valli come la mia hanno pochissimi spazi e che si vendono a caro prezzo per cose come queste, ma mi sono ripromesso di non aspettare la pensione per dedicarmi al tentativo di raggiungere quell'autosufficienza che oggi deriva solo dal cartellino timbrato tutti i giorni...
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Ultima modifica: 16/12/2018 11:56 da Boletus Satanas.
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La decrescita felice... quanta decrescita? E quanto felice? 16/12/2018 13:47 #125341

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:blink: Oscar , una cosa per volta se no fai finire il discorso e la discussione in un batter d'occhio ... Io ho tempo da vendere , poi parlo del resto ;) :P
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La decrescita felice... quanta decrescita? E quanto felice? 16/12/2018 21:29 #125345

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Ciao,

tanto di cappello al tuo amico, i sacrifici di solito ripagano, ma riuscire a risparmiare è veramente difficile anche se la mentalità aiuta molto e il luogo e posti chi si frequentano possono incidere notevolmente.

Mi viene da dire che chi ha origini o vive in montagna è più predisposto al risparmio e a fare sacrifici rispetto a chi vive in città, ma potrei sbagliarmi.

Certo che tutto questo finto benessere arrivato grazie soprattutto alla tecnologia sviluppatasi negli ultimi anni sta creando solo danni a mio parere ed è veramente difficile farne a meno.

La felicità comunque può essere anche momentanea e non necessariamente legata all'aspetto economico, io spesso vedo o incontro persone che nemmeno ricambiano il saluto, quando magari due secondi prima mettevano le faccine felici su facebook.

Bisognerebbe forse tornare indietro di venti/trent'anni quando c'era molto meno e ci si accontentava di poco, si quelli erano bei tempi, niente telefoni, meno inquinamento, si socializzava dal vivo, c'era più lavoro.....

Ho messo qualche spunto, spero di non aver offeso qualcuno che la pensa diversamente :dry:
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La decrescita felice... quanta decrescita? E quanto felice? 17/12/2018 15:51 #125348

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Molto, molto interessante.

Tuttavia la questione in questi termini mi pare un po' troppo manichea.

Non mi ritrovo in un dualismo tra modernismo spinto e autarchia.

Sono un borghesotto figlio del secolo scorso e non saprei immaginarmi a vivere di quel che produco con le mie mani.
Inoltre, ritengo ci sia una variabile fondamentale in questo ragionamento: ci sono o meno dei figli?
No perché onestamente non me la sentirei proprio di sradicare i miei di figli dal mondo che conoscono (e in cui dovranno crescere) allo scopo di consentirmi di seguire delle pulsioni eremitiche di autosufficienza.

Detto questo, io credo che la parola chiave sia "sobrietà".
Cerco, per quanto il fuoco di fila del marketing sempre più "social" possa consentirmi, di resistere a quelli che considero falsi bisogni. Di conseguenza, e pur non facendomi davvero mancare nulla, non sono disposto più di tanto a barattare il mio tempo e le mie energie alla ricerca di maggiori introiti che mi consentano maggiori consumi.

In fondo, sono sempre stato convinto che i migliori lussi che il denaro possa acquistare sono sostanzialmente 2 ed hanno poco a che fare con i beni materiali: spazio e tempo.

SPAZIO: una casa grande e magari lontana da vicini rompimaglioni, il sedile comodo in treno o aereo, la stanza spaziosa in hotel,...

TEMPO: rifiutare lo starordinario e stare coi miei figli, usare sempre tutte le ferie, andare un giorno a funghi invece che all'ennesima riunione, pianificare di lasciare il lavoro quando pare a me e non secondo le loro quote 100, 102, e pigreco mezzi.

Di vita una ce n'è. :azz:
TITTI è me...diversamente giovane...
Invecchia piano, TITTI...voglio raggiungerti!

Nessuna attenta pianificazione potrà mai sostituire una buona botta di culo.
Ultima modifica: 17/12/2018 15:53 da guba.
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La decrescita felice... quanta decrescita? E quanto felice? 17/12/2018 19:12 #125351

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Guba, manicheo l'ho dovuto cercare su google porcanna!

Non riuscirei a fare quella vita, non credo e proprio. Non riuscirei a fare la vita dei miei nonni o dei bisnonni. Non dopo aver vissuto questa, così com'è , ricca di comodità e vizi: la macchina, il cibo pronto, amazon che ti consegna a casa quello che dovresti cercare in giro. Il baratto figata, sarebbe bello ritornasse , magari diventasse una moda:ho in soffitta tante belle cose da barattare, poi cmq mi è sempre piaciuto come moneta. Sinceranmente non mi lamento di questa vita , certo, vorrei rompermi un po' meno il didietro in officina e avere più tempo per coltivare le mie mille passioni, ma senza lavoro non avrei nemmeno quel giorno libero la settimana. Un ritorno alle origini , produrre quanto basta per vivere: no, non ce la farei. Sono contento che l'uomo abbia conquistato lavorando e inventando tutte le cose che hanno facilitato un po' la nostra esistenza, che ci hanno permesso di avere un po' più tempo libero. Purtroppo il lavoro, la vita , è diventato tutto super veloce, dobbiamo imparare a gestire meglio il tempo, ad organizzarci. Ci stiamo provando, ma sembra che ci sia sempre una certa competizione, facciamo tutto col pepe al culo.Credo che dipenda molto dal carattere delle persone, ogni tanto bisogna sapersi rilassare, staccare la spina, cambiare aria e godersi il tempo, osservare le nuvole che passano, ascoltare il vento tra le fronde, fermarsi a fotografare un fungo 100 volte...
...troppo strano per vivere, troppo raro per morire
Ultima modifica: 17/12/2018 19:13 da boletus.
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