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Concorsi fotografici

Muscarie da podio

 

Ceccaman

Orso

Mico-75

muscarie da podio 3 cecca muscarie da podio 1 orso muscarie da podio 2 mico75

 

 

 

Salendo per il passo non controllavo più il passo. L' emozione e l' adrenalina mi stavano facendo scoppiare le tempie. Spostavo arbusti e rami col pensiero ancora prima di finirci dentro. Ricordo di essermi concesso una pausa. In un raptus di meditazione mi sono immaginato esterno al mio corpo. Ho visto me stesso camminare in salita e ascoltare il mio respiro veloce e percepire il battito cardiaco accelerato. Sapete come succede a volte nei sogni. E così, salendo passo dopo passo sono arrivato al boschetto. La luce del sole è arrivata su con me, alle 7.00, tra il prato e i primi abeti e così anche un capriolo, che scivolando giù nel bosco, si è dileguato come uno spitrio nella nebbia. Mi sono fermato ad allacciare ben stretti gli scarponi, lo faccio sempre prima di iniziare a cercare. Un gesto scaramantico, ma anche un rituale necessario per sentirmi ben strette le caviglie come dice un mio amico fungaiolo. Cercare un porcino è una sfida con me stesso ed è una sfida col bosco. A quell'altezza non pretendevo certo di trovarne a inizio stagione. Magari uno, piccolo, tanto per togliere il cappotto e poterlo scrivere sul forum. Resta il fatto che dopo due ore non ne avevo ancora visto l'ombra. Nè di porcini , nè di altri funghi. La faccenda si faceva triste, ma neanche troppo; ero nel mio bosco preferito, stavo camminando tranquillo e respirando buona aria fresca. Girando attorno ad un boschetto di abeti bassi, ma robusti, mi sono diretto in discesa verso il sentiero che con i miei definiamo “delle meraviglie”. Voi potete imaginare perchè. Imboccato il sentierino mi sono imbattuto in uno stupendo esemplare di amanita muscaria. L' unica, la sola e stupendamente magica muscaria. Io non so. Ho sentito una bella botta di adrenalina in quel momento. Come se avessi visto un boletus edulis tanto per farvi capire. Ho pensato alla speranza. La muscaria mi ha fatto pensare che forse, allora, poteva esserci anche qualcos' altro lì nei paraggi. Forse un bel porcino. Perchè no?! Ho cercato ancora un paio d'ore, ma zero. Me ne sono tornato a casa con la foto della muscaria. In verità ne avevo scattate una ventina, da diverse angolazioni. Una volta lessi di un fotografo famoso che recatosi a fotografare il David di Michelangelo Buonarroti ne scattò mille di fotografie, tanto era particolare l'occasione, tanto era bello il david e il contesto chiuso al pubblico. Mi viene in mente questa costa quando penso a fare più scatti allo stesso soggetto. Mi sto perdendo ma neanche troppo...

Ho pensato lo stesso quando ho iniziato a vedere le fotografie che gli utenti caricavano sul forum nel topic delle muscarie da podio. Chissà quante ne ha scattate Cecca prima di quella che ha inserito nel topic... e Beppe? Magari ne ha scattate venti, o trenta, che poi ha cestinato concentrandosi solo su quella stupenda che gli ha valso il primo posto nel concorso. E la foto di Mico? Lo scatto di Mico sente di bosco. Ma della parte più mistica del bosco.

Quei tronchi che si intravedono di sfondo lasciano, a chi osserva, la libertà di immaginare qualcosa di strano, di misterioso che si cela tra gli alberi. In primo piano sua maestà muscaria. Rossa e candida. Mico l' ha resa senza tanti fronzoli. Decisa ha essere catturata e colorata. Foto impeccabile! Ma stavo osservando lo scatto di Cecca. Le sue invece sono muscariae cresciute come funghi. Robe da matti. Funghi che tentano di essere calpestati da un elefante con zampe enormi. Più grandi della media. Grige, imponenti zampe che occupano per la maggior parte lo spazio dello scatto. Tranne che in un angolo, in basso a destra dove tre stupendi esemplari di amanita muscaria si prendono gioco di papà elefaggio.

Ha fatto bene il Cecca ha posizionarle là sotto. Quasi in disparte, fuori centro. Così da farle spiccare nonostante non fossero simmetriche. Un tocco di classe per uno scatto fuori dal comune.

Quando ho visto la foto di Beppe sono rimasto a scrutarla per cinque minuti di orologio. Ha catturato la mia attenzione per il senso di protezione che emanava... Si, perchè le pietre che la coprono la proteggono e anche il suo cappello sembra stia coprendo e proteggendo qualcosa, o qualcuno; qualcuno di piccolo, di indifeso. Sembra una casa di qualche strano abitante del bosco che ha deciso di costruire un riparo sotto il riparo. Una foto perfetta, un ritrovamento speciale, unico.

Quanta strada avranno fatto i nostri tre amici per scattare queste foto? Quante fotografie? Per me la strada vale sempre la pena e così anche la fatica di una camminata in luogo angusto, impervio. Vale sempre la pena se si trova un bel fungo o un bell'albero da fotografare. Conoscendo Beppe, Cecca e Mico credo sia la stessa cosa per loro.


Ciao ragazzi!
Alla prossima...

 

 

 

boletus
Author: boletus

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