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Il bosco

Questa illustrazione, non ha di certo la presunzione di identificare tutta la vegetazione che ci circonda andando a spasso per i nostri amati boschi, ma di approfondire la nostra conoscenza su alcune piante arboree che ci “offrono” la possibilità di trovare i nostri amati porcini e il loro areale di collocazione all’interno di un Paese così diversamente strutturato per altitudine e latitudine.

FASCE VEGETATIVE


La composizione di una formazione vegetale è determinata dall'’azione dei fattori pedologici e dei diversi fattori climatici (temperatura, pioggia, luce ecc.). Per ogni combinazione tipica di questi fattori esiste una speciale combinazione di specie vegetali. Perciò le specie arboree e arbustive che ammiriamo nei nostri boschi sono diverse nelle diverse “zone climatiche”.I fattori che più influenzano la distribuzione delle piante sono la temperatura e la piovosità, questi fattori variano con l’altitudine e la latitudine. I diversi tipi di vegetazione non sono, pertanto, distribuiti a caso, ma in “fasce”. Inoltre non si trovano sempre alla stessa altitudine, ma a diverse quote in funzione della latitudine.La conoscenza, dunque, della relazione che intercorre tra ambiente e formazioni vegetali, permette di sapere che determinate specie possono esistere in zone ben precise, mentre altre possono da subito esserne escluse!

emiliano
Author: emiliano

Leggi tutto: Fasce vegetative

 

 


Come primo articolo vorrei riproporre un topic aperto nella versione old di MP. Purtroppo con l’avvento della buona stagione , oltre alle notizie confortanti dei ritrovamenti , riceviamo sempre brutte notizie di escursionisti dispersi e/o peggio deceduti nelle loro passeggiate boschive.

Si tende a pensare , chissa dov’era? come era pericoloso il posto ? è da matti avventurarsi la e con quel tempo…….. ,  tutte domande logiche e tutti sembriamo immuni da infortuni vari quando siamo nei “nostri” amati boschi, però non è così , nella maggior parte dei casi gli incidenti più o meno gravi sono causati dalla troppa sicurezza, dall’inosservanza di semplicissime  regole e da banalità/fatalità. Pertanto anche se non ci pensiamo mai, ed è giusto non pensarci , facciamoci un favore adottiamo queste semplici cautele, potrebbero salvarci la vita :

 

- prima di partire lasciare sempre detto a qualcuno il posto preciso dove si vuole andare ( soprattutto dove si parcheggia la macchina ) è fondamentale perchè se considerate che mediamente in montagna il passo è di circa 2 km orari , eventuali soccorsi facendo un rapido calcolo restringeranno il campo di ricerca

- iscrivetevi al CAI , l'eventuale recupero in elicottero è coperto dall'assicurazione

- portare con se un piccolo kit di pronto soccorso ( la ferrino ne fa di piccoli e molto completi )

- portare una torcia ( non per l'elicottero , di notte non si alza ) ma per evitare di camminare al buio o per avere un minimo di luce in caso ci si debba costruire un riparo di fortuna al buio

- portare un accendino , chiuso in una busta di plastica per evitare che si bagni.

- in autunno portare sempre una giacca piu pesante , anche se si parte che fa caldo.

- radio e telefonino vanno benissimo , ma se si è dentro un canale fanno poco e bisogna aspettare

- bussola , carte e gps sono utili ma vanno saputi usare e comunque il gps ti guida su una linea in 2 dimensioni , la strada piu breve potrebbe essere la piu pericolosa e vi potrebbe portare sul ripido.

- fermatevi ogni 2 ore di cammino a riprendere le forze e fermatevi del tutto 1 ora prima del tramonto ( se siete lontani dall'auto non arrivereste in tempo ) avrete il tempo per costruirvi un riparo di fortuna per passare la notte nei boschi dove non ci sono animali feroci e se state fermi di fianco ad un fuoco neppure il rischio di ipotermia ( leoni sull'appennino e/o alpi non ne ho mai visti ) , ripartite la mattina quando c'è un po di luce.

- coltello e un po di corda da pacchi non devono mai mancare, ( la corda serve per eventuali stringhe da scarponi e per legare i rami per il riparo di fortuna.

- portare con se un semplice fischietto, se radio e telefoni non hanno campo usate queste semplici regole per richiedere aiuto : inviare un suono breve (2 o 3 sec.) ogni 10 secondi per sei volte al minuto; dopo la pausa di un minuto si ripeterà nuovamente il suono di allarme, continuando sino alla ricezione di un segnale di risposta.

Per la segnalazione luminosa, usare le regole delle 6 segnalazioni al minuto come per l’acustico, solo che si dovrà dirigere il raggio di una lampada portatile verso un ipotetica fonte di ricezione (rifugio, alpeggio, paese, etc.)

 

Numeri Telefonici di Soccorso

Italia: 118

Francia: 15

Svizzera: 144

Austria: 144

•fornire immediatamente il numero del telefono da cui si sta chiamando

•fornire l'esatta località dove è ubicata l'area da cui si sta chiamando

•se ci si trova su un sentiero e si ricorda il numero di segnavia o su una via ferrata o di scalata trasmettere il numero o il nome

•se in possesso di altimetro, (tarato prima di partire) fornire la quota del luogo dell’evento;  

•se in possesso di GPS fornire le coordinate

Cosa fare in caso di ...

Caduta

Pulire con acqua le abrasioni. Possibilmente disinfettare con acqua ossigenata/ Betadine In caso di distorsione o lussazione di un arto, immobilizzare con un normale bendaggio; in caso di frattura: evitate qualsiasi spostamento nell’area; immobilizzate l’arto con stecche per fratture e bende, o mezzi di fortuna come rami, cartone, strisce di vestiti. Organizzare un veloce trasferimento presso strutture mediche (118)

Temporale

Il temporale è annunciato dai tuoni, conviene quindi cercare per tempo un riparo. Non stare in cresta e rientrare dalle valli laterali. Laddove possibile ripararsi in un rifugio, in auto, in una grotta o in un anfratto. Non mettersi sotto alberi isolati, ma starne almeno a 300 metri. Stare lontani anche da conduttori metallici, tralicci, bandiere, antenne e non tenere con se soprattutto all’esterno dello zaino, piccozze e alpenstock. Meglio separati e sotto l’acqua che ammassati in gruppo. Non sdraiarsi per terra ma rannicchiarsi su un oggetto isolante.

Morso di Vipera

Tenete presenti alcuni dati: difficilmente il morso di vipera provoca morte o grave sindrome ,di norma la quantità di veleno iniettabile è metà di quella necessaria per essere pericolosa per un adulto. Gli effetti dell’avvelenamento si notano dopo circa mezz’ora e diventano gravi intorno alle due ore.

1) State tranquilli ( facile a dire )

2) Se state aspettando i soccorsi sdraiatevi, se dovete tornare all’auto fatelo con più calma possibile

3) Immobilizzate l’arto con stecca o altri mezzi, per impedirgli movimenti

4) Non assumete alcolici

6) Evitate laccio emostatico, taglio e suzione: non sono efficaci e possono causare danni alla parte interessata e aumentare la diffusione del veleno.

7) Evitate di somministrare alcun siero, per rischio di shock anafilattico.

 

Mal di Montagna

Già a quota 2000 metri la disponibilità di ossigeno diminuisce, e più si sale in quota e maggiormente l’aria rarefatta riduce la disponibilità di ossigeno necessaria al cervello. Chi non è abituato, già sui 2800/3000 metri può avvertire qualche fastidio come nausea, inappetenza ed emicrania. Oltre i 3000 metri si possono avere difficoltà nella respirazione, tosse, espulsione di muco, vomito e conseguente perdita di equilibrio. In questo caso è necessario scendere subito verso valle. In casi estremi chiamare il soccorso per intervento con camere iperbariche portatili. Sopra i 3000 metri è ben salire lentamente con non oltre 300 metri di dislivello al giorno. Per chi si prepara a un trekking molto impegnativo o una spedizione ad alta quota si consiglia di dormire una decina di notti sopra i 3000 metri un mese prima della partenza

Colpo di Sole

Può accadere anche in giornate estive nuvolose. Il soggetto è debole, irritabile, stordito e nauseato. La pelle diventa calda e secca. La temperatura del corpo sale rapidamente e può arrivare a 40° ed anche più. Mal di testa, spossatezza., vertigini, pelle fredda e sudata, a volte svenimento, sono indici di colpi di sole leggero. In entrambi i casi mettere il paziente in luogo fresco ; sdraiatelo all’ombra con testa e spalle leggermente sollevate. A seconda della gravità avvolgete la testa e il corpo con asciugamani bagnati, massaggiate le gambe, dai piedi verso il cuore o addirittura versategli addosso secchi di acqua fresca. Somministrare bevande fresche e fredde, ma non stimolanti. Se possibile far bere tre o quattro bicchieri d’acqua fredda contenenti ciascuno mezzo cucchiaio di sale, uno ogni quarto d’ora.

Assideramento

E’ causato da una prolungata esposizione al freddo che provoca un restringimento dei vasi sanguigni riducendo l’afflusso del sangue ai vari organi e ai tessuti. Contribuiscono a questo stato, vento, bassa temperatura e umidità, ma anche stanchezza, alimentazione inadeguata, abuso di alcolici. Sintomi: intorpidimento, sonnolenza, diminuzione della vista, barcollamento, perdita di coscienza. Cercare di riscaldare il corpo, con impacchi caldi, avvolgendolo in coperte. Somministrare bevande calde, ma non alcolici. Cercare di portare l’infortunato in ambiente caldo. Se il paziente non respira procedere alla respirazione Bocca a bocca.

Mi raccomando tra cibo e acqua scegliete l’acqua è molto più importante, soprattutto in estate gli effetti della disidratazione sono devastanti, nausea vertigini e spossatezza in montagna sono letali.

 

Buone passeggiate a tutti.

 

 

Paolo CECCAMAN

 

CECCAMAN
Author: CECCAMAN

Le tre piccole regole del buon fungaiolo



1-QUANDO SI TROVA UN FUNGO COGLIERLO IMPRIMENDO UNA
LEGGERA ROTAZIONE,FACENDO IN MODO DI DANNEGGIARE
IL MENO POSSIBILE LA RADICE ,MAI TAGLIARLO ALLA
BASE LASCIANDO IL GAMBO NEL TERRENO,PERCHE' QUESTO
MARCENDO DANNEGGEREBBE IL MICELIO;

 


2-PULIRE IL FUNGO SUL POSTO TOGLIENDO L'EVENTUALE TERRICCIO
E DARE UNA LEGGERA SPAZZOLATA IN MODO DI FACILITARE LA
CADUTA DELLE SPORE;

 


3-TRASPORTARE I FUNGHI IN CONTENITORI RIGIDI E BEN AREATI
PER FACILITARE LA DISPERSIONE DELLE SPORE E MAI USARE
CONTENITORI ERMETICI O DI PLASTICA CHE OLTRE A NON PERMETTERE
LA CADUTA DELLE SPORE POTREBBERO ALTERARE IL FUNGO E RENDERLO
NOCIVO PER L'UOMO.

 

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